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MAMAN CANAIE

Che cosa c'è di là?

La curiosità è la chiave del sapere.

Che cosa c’è di là? Oltre la montagna, la mia casa sicura, le certezze di ogni giorno. Cosa mai ci sarà? Quanti volti, suoni, colori?
C’è solo un modo per scoprirlo: partire. Raccogliere l’essenziale e seguire il fiume che va oltre la montagna dove io non sono stato mai. Ma davvero questi sassi, gli stessi con cui gioco ogni giorno, mi porteranno a qualcosa di nuovo? E se incontro qualcuno? Come sarà, cosa accadrà? Soprattutto: cosa gli dirò (mi capirà)?

Il viaggio è partenza, separazione, occasione di confronto, scoperta di sé stessi e degli altri. La lingua è parola, radici, identità, varietà e potenza espressiva.
Viaggiare e parlare, sono strumenti per comprendere il mondo.

Ogni sasso ha la sua storia, come ognuno di noi: ci racconta chi è, da dove viene e dove sta andando. Conserva suoni, parole e linguaggi che gli sono propri.
Nel suo viaggio un fiume accoglie acque e mescola pietre di provenienza diversa, e allo stesso modo ascolta voci che parlano lingue diverse. Raccoglie tutto, il fiume, trasforma e porta a valle. Viaggia verso il mare, verso altre lingue e il mondo.

Una produzione per la prima infanzia, dove la parola sia prima di tutto suono.

La lingua madre, la lingua della madre che ci accoglie dal primo istante, suono dell’anima che ci accompagna alla scoperta di quell’affascinante viaggio che è la vita.


età consigliata: 2-5 anni

di e con: Maria Giulia Campioli e Claudio Mariotti
consulenza registica di Valeria Frabetti

in collaborazione con La Baracca/Testoni Ragazzi Bologna




PIU' BRUTTO DI COSI'


Chiudersi in sé stessi non è mai la soluzione.

Mettersi davanti ad uno specchio a guardare e riguardare i propri difetti, non ci aiuta ad eliminarli. Riesce tutt’al più ad accrescerli. 
Rompere i confini e mescolarsi con gli altri è l’unica soluzione. Scoprirsi uguali nella diversità.

Lui è brutto e questo lo ha reso timido. Ha scelto di non aprirsi al mondo per paura di esserne ferito.
Lei è bella e solare. Sorride al mondo ed il mondo le sorride.

Abitano nello stesso condominio.
Lui la ama, ma Lei non lo sa.

Poi un giorno l’imprevisto: un attimo di distrazione, due sguardi che si incrociano e tutto cambia.

Un racconto divertente e delicato per parlare di autostima, insicurezza e amicizia. 


età consigliata: 4-11 anni


con Gaia Davolio e Claudio Mariotti

regia di Maria Giulia Campioli




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ARTURO IN CERCA DELLA PAURA

Ognuno di noi possiede una dote speciale,
il suo “posto” nel mondo.
  
Arturo è un giovane dal cuore buono e l’animo contento, che tutti considerano uno stupido.
Il padre, vergognandosi di lui, lo caccia di casa.
Così Arturo inizia un viaggio, attraverso un mondo sconosciuto che pare uscito dal pennello di Paul Klee, alla ricerca di ciò che non conosce: la pelle d’oca. Lui infatti non ha paura di niente e di nessuno.

Un’avventura ricca di malefici, incantesimi ed incontri strampalati che gli darà tanta fiducia in sé stesso. Una colorata girandola di personaggi, canzoni e oggetti in continua evoluzione che si concluderà con il più classico dei lieto fine: ...e vissero per sempre felici e contenti!

Arturo in cerca della paura è un invito a non giudicare gli altri e a non lasciarsi ingannare dai pregiudizi. Una drammaturgia originale che affronta due concetti importanti nel percorso di crescita dei bambini: il rapporto con la Paura e il Diverso.


Età consigliata: 6-11 anni

testo e regia: Katiuscia Bonato
con: Katiuscia Bonato, Maria Giulia Campioli e Claudio Mariotti
disegno luci e assistenza tecnica: Anna Pittini
scenografie liberamente ispirate a Paul Klee: Anna Pittini e Elia Venturini
realizzato con il sostegno della Provincia di Udine















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PELLE D'OCA

“Pelle d’Oca” valorizza il concetto di emigrazione. Lo spettacolo parla del viaggio. Il viaggio di disperati, rifugiati e profughi; uomini che non potevano più restare là dove si trovavano. È un discorso da adulti? No, ma ci vuole la giusta metafora. Due oche. Due sorelle. Per la minore è arrivata la stagione delle migrazioni. Come preparare la piccola al grande volo e all’incontro con la paura e il diverso?
La presenza degli alunni stranieri nel nostro paese ha raggiunto una consistenza tale da considerare la scuola multietnica un dato di fatto, e non più un'emergenza. Il mondo è sempre più miscela di culture, razze e tradizioni che si uniscono e convivono.
Ecco il perché del volo delle oche. Si gioca ad immaginare che il diverso sia prezioso, e non un problema da risolvere.

Età consigliata: 4-11 anni

testo e regia: Dario de Falco
con: Katiuscia Bonato e Maria Giulia Campioli
assistenza tecnica: Anna Pittini e Pacifico Simeoni
in collaborazione con: DA.DE Teatro















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